Progetto
Il documentario che ci porta verso il nuovo hub internazionale di ricerca dell’Università per Stranieri a San Casciano dei Bagni
L’ultimo strato. Archeologia, ricerca e comunità a San Casciano dei Bagni

- Ambito
- Relazioni
- Anno
- 2026
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Da dieci anni l’area del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni è al centro di una ricerca archeologica che ha riportato alla luce un santuario etrusco e romano sorto attorno alle sorgenti termali.
Il documentario L’ultimo strato parte da qui per raccontare qualcos’altro, seguendo il rapporto che nel tempo si è costruito tra lo scavo e il paese che lo sovrasta: archeologi, restauratori, studenti e ricercatori lavorano accanto a una comunità che ha partecipato alla crescita del progetto e che oggi si prepara ad accogliere nel proprio centro storico un nuovo hub internazionale di ricerca dell'Università per Stranieri di Siena.
Il racconto guarda quindi al patrimonio archeologico come a un processo ancora in corso, capace di produrre ricerca, relazioni e nuove forme di presenza sul territorio.


L’archeologia come processo
La scelta narrativa del documentario è stata quella di allontanarsi dalla retorica della scoperta eccezionale. I bronzi del Bagno Grande sono parte della storia, ma non ne costituiscono il punto di arrivo.
La macchina da presa segue invece il lavoro quotidiano: la discesa allo scavo al mattino, le attività sul campo, il laboratorio, le lezioni, il museo, le persone che attraversano il paese. Il racconto procede poi verso un edificio del centro storico, rimasto inutilizzato dagli anni Novanta e destinato a diventare la nuova sede dell’hub.
È qui che prende forma la metafora che dà il titolo al documentario. Per chi fa archeologia, leggere un luogo significa leggerne gli strati. A San Casciano, l’ultimo strato non appartiene al passato: è quello che si sta depositando oggi, attraverso la ricerca e le persone che le crescono intorno.
Dal Bagno Grande al paese
La struttura del film segue tre movimenti: lo scavo, il paese, il palazzo.
Lo scavo introduce la ricerca e la comunità scientifica. Il paese mostra ciò che si è costruito attorno a essa: laboratori, formazione, associazionismo, amministrazione e vita quotidiana. Il palazzo anticipa ciò che verrà, quando l’attività di ricerca avrà una sede permanente nel cuore di San Casciano.
Le voci di archeologi, studenti, amministratori e membri dell’associazione archeologica costruiscono così un racconto corale. Il nuovo centro non appare come un elemento aggiunto al territorio, ma come l’esito di un percorso già in corso.


Un documentario costruito sul campo
Dinamo ha sviluppato il concept e la struttura narrativa del documentario, lavorando sulla scrittura, sulle interviste e sulla regia editoriale insieme a 24FPS.
Le riprese sono state realizzate tra il Bagno Grande, gli spazi di ricerca e il centro storico di San Casciano dei Bagni, seguendo per più giornate le attività di scavo, laboratorio e formazione e accompagnando i protagonisti nei luoghi in cui il nuovo progetto sta prendendo forma. Il piano di regia alterna osservazione documentaria, interviste e riprese aeree, lasciando alle azioni quotidiane e ai suoni dei luoghi una parte importante della narrazione.
Il risultato è un racconto del passaggio tra due tempi: ciò che l’archeologia riporta alla luce e ciò che una comunità sta costruendo nel presente.
Crediti
Cliente: Centro CADMO — Università per Stranieri di Siena
Produzione: Dinamo e 24FPS
Produzione: Giulio Burroni
Regia e montaggio: Milo Adami
Riprese: Amedeo Cavalca, Matteo Lotti
Produzione: Massimiliano Manetti
Riprese aeree: Ludovico Salerno
Color: Jacopo Niccoli
Con il Comune di San Casciano dei Bagni, la Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, l’Associazione Archeologica Eutyche Avidiena e l’Istituto Centrale per il Restauro.
Documentario prodotto nell’ambito del progetto FOE_CADMO, con finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca.

