Progetto
Aggiornare l'identità di un'università fondata nel 1240, dentro otto secoli di iconografia: un sigillo razionalizzato per i canali di oggi e un design system aperto, costruito con LCD Studio.
Rebranding Università di Siena

- Cliente
- Università di Siena
- Ambito
- Identità
- Anno
- 2024
- Link principale
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Come si aggiorna l'identità visiva di un'università pubblica fondata nel 1240? Nel 2024 Dinamo, con LCD Studio di Firenze, accompagna l'Università di Siena in un rebranding profondo dentro un più ampio programma di riorganizzazione della comunicazione, online e offline. Il progetto unisce ricerca storica e filologica, ascolto organizzativo e visione di sistema.
Il punto di partenza è un'eredità rara e altamente responsabilizzante per chi deve realizzare il progetto: l'Ateneo senese è tra i dieci più antichi al mondo e la sua immagine è legata da secoli a Santa Caterina d'Alessandria. Il lavoro si muove quindi in una zona intermedia tra conservazione e trasformazione: confrontarsi con il peso di quella tradizione e rispondere alle esigenze della comunicazione di oggi, fatta di molti supporti e contesti.
Più che fissare un'immagine definitiva, costruire un assetto stabile e aperto, in grado di accogliere adattamenti senza perdere riconoscibilità.

L'Ateneo riunisce studenti, docenti, ricercatori, personale, cittadini e stakeholder. Nel tempo questa ricchezza si era stratificata in un sistema di segni e pratiche eterogeneo, a rischio della riconoscibilità. Il Rettore ha quindi promosso un rebranding profondo, sviluppato con incontri, interviste e workshop con i protagonisti della comunicazione istituzionale.

L'identità dell'Università è legata a Santa Caterina d'Alessandria, patrona degli studi, fin dal sigillo in bronzo del XIV secolo.
Da allora la sua figura attraversa secoli di rappresentazioni, dalla «mazza del Bidello» del 1440 al sigillo di Alessandro Franchi del 1896, dalla reinterpretazione di Massimo Dolcini del 1990 alla versione filologica del 2012.
Ogni passaggio ha cercato un equilibrio tra fedeltà alla tradizione araldica e leggibilità. Il rebranding del 2024 si innesta su questa linea, prendendo a riferimento la ricerca filologica avviata nel 2011.

Il redesign del sigillo
Sul sigillo l'intervento è di razionalizzazione. Restando fedele al sincretismo visivo definito nel 2011, il redesign lavora su leggibilità, coerenza formale e riproducibilità nei diversi contesti d'uso. L'adozione di uno spessore di tratto uniforme riduce le ambiguità percettive e restituisce chiarezza all'insieme.
La legenda è stata ridisegnata a partire dall'archigrafia neogotica del Palazzo del Rettorato (1892): da quel modello nasce una font digitale dedicata, Unisi Regular. Per il logotipo è stato scelto il Macho Modular della fonderia italiana Cast, per l'ampia gamma di pesi e la flessibilità applicativa.
Il sistema: coerenza nella flessibilità
Attorno al logo si costruisce un sistema che tiene insieme uniformità e versatilità. L'unica infrazione voluta alla tradizione è cromatica: una codifica istituzionale costruita su un rosso ispirato alla Terra di Siena (il «Rosso Unisi») per l'associazione diretta con il territorio. Si aggiungono un sistema tipografico che unisce autorevolezza e chiarezza, componenti modulari per locandine, social, cartellonistica, web e merchandising, linee guida e template personalizzabili. I principi che guidano il sistema sono quattro: centralità delle persone, semplificazione, accessibilità, evoluzione continua.





Il design system è un nucleo iniziale, pensato per evolvere con il contributo della comunità universitaria. Le linee guida funzionano come strumento di dialogo tra i diversi attori della comunicazione, più che come vincolo. È un assetto costruito per accompagnare nel tempo l'evoluzione dell'Ateneo senza perdere riconoscibilità.
