Progetto
Un nuovo sistema visivo che lavora per addizione al logo istituzionale: gli cresce intorno con una grammatica condivisa.
Rebranding Università per Stranieri di Siena

- Ambito
- Identità
- Anno
- 2025/2026
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Il punto di partenza del progetto di rebranding di questo ateneo era un vincolo da trasformare in opportunità: il logo istituzionale funziona e non va toccato. Il progetto lo ha trasformato in principio di lavoro producendo un sistema visivo che si aggiunge all'identità esistente e le dà una grammatica comune per tutta la comunicazione che le cresce intorno: locandine, post, slide, materiali di orientamento.
Abbiamo lavorato con i Delegati del Rettore alla Comunicazione e il Gruppo Comunicazione dell'Ateneo. Invece di validare il sistema solo su mockup astratti, lo abbiamo messo alla prova ridisegnando locandine e brochure già prodotte: materiali reali, con i loro vincoli di testo e contenuto.
Un linguaggio visivo fatto per essere riusato, formato dopo formato. Già in uso quotidiano nella comunicazione dell'Ateneo.

Le scelte tipografiche
La coppia dà all'Ateneo una voce editoriale. Per le titolazioni, Founders Grotesk X-Condensed di Klim Type Foundry: un grottesco disegnato per le grandi dimensioni, condensato e dal disegno caldo, che accoglie i nomi lunghi dell'Università su una sola riga e mantiene presenza a corpo grande.
Per il testo, Feature Text di Commercial Type, il serif contemporaneo nato per il magazine del New York Times: costruito per la lettura distesa e per un registro che si addice a un ateneo di lingue e culture. Negli ambienti Office, dove nasce gran parte dei materiali interni, due fallback Google scelti per proporzioni e tono vicini.
Il sistema cromatico lavora su due blu con ruoli distinti. Il blu istituzionale, scuro e sobrio, resta riservato alla comunicazione ufficiale. Accanto, un blu primario più acceso diventa il colore portante del sistema esteso: la tinta che rende riconoscibili i materiali di tutti i giorni.
Da qui una regola di quantità. La comunicazione istituzionale usa solo i due blu; quella estesa può aggiungere fino a due accenti, entro un massimo di tre colori per elaborato. Gli accenti sono saturi e vivaci — sui toni del rosa, del ciano, del verde, dell'arancio, del giallo — e portano energia a locandine e post mantenendo il sistema unito.


Il principio di fondo è il riuso. Il sistema è fatto di pochi componenti ripetibili.
Righe orizzontali (bande di colore o blocchi fotografici, almeno due per elaborato), cornici bianche, adesivi per le informazioni secondarie, che si ricombinano e si modulano invece di essere ridisegnati ogni volta. A tenerli insieme c'è la griglia: l'altezza del formato è divisa in 21 parti uguali, il modulo base è 1/21 e ogni riga è un suo multiplo. Le proporzioni tornano sempre e gli elementi si incastrano in modo prevedibile su qualsiasi formato, dalla locandina al post.
Tutto questo è pensato per chi prende in mano il progetto. L'ufficio comunicazione, o un designer che arriverà dopo, ricombina e modula i componenti esistenti e ottiene materiali coerenti senza dover reinterpretare il sistema. Il riuso massimo è la condizione che permette di mantenere l'identità internamente, giorno per giorno.

Adozione delle linee guida
Il manuale copre nove ambiti, dalla stampa ai social. Per facilitarne l'uso quotidiano include fallback Google per gli ambienti Office e un template PowerPoint semplificato — strumenti pensati per chi produce i materiali ogni giorno, non solo per i designer. Da gennaio 2026 il sistema è in uso costante: il profilo Instagram dell'Ateneo mostra una sequenza continua di post coerenti per impaginazione, caratteri e colore. L'adozione nei primi mesi del 2026 è la verifica più diretta che il sistema funziona nella produzione quotidiana.
